La
nicotina agisce sul cervello legandosi ai recettori nicotinici dell'acetilcolina (nAChR), provocando il rilascio di dopamina nel nucleo accumbens, il centro del piacere del cervello. Questo rilascio di dopamina crea una sensazione di gratificazione e piacere che il cervello impara rapidamente ad associare al fumo. È lo stesso meccanismo alla base di tutte le dipendenze.
Il processo della
dipendenza da nicotina:
- La
nicotina raggiunge il cervello in 7-10 secondi dall'inalazione, più velocemente di un'iniezione endovenosa
- Stimola il rilascio di dopamina, il neurotrasmettitore del piacere e della ricompensa
- Attiva anche il rilascio di noradrenalina (aumenta la concentrazione) e serotonina (migliora l'umore)
- Con l'esposizione cronica, il cervello aumenta il numero di recettori nAChR (up-regulation)
- Il cervello riduce la produzione naturale di dopamina per compensare l'apporto esterno
- Quando la
nicotina viene rimossa, il cervello ha troppi recettori e poca dopamina
- Questo squilibrio causa i sintomi di astinenza: craving, irritabilità, ansia, depressione
- Il fumatore impara che fumare allevia questi sintomi, rafforzando il ciclo della dipendenza
Secondo l'ISS, la
nicotina è paragonabile a eroina e cocaina per velocità di assuefazione. I dati del Surgeon General americano confermano che la
dipendenza da nicotina è una malattia cronica che altera permanentemente i circuiti cerebrali della ricompensa. Il test di Fagerström aiuta a determinare il livello di dipendenza. Spegny affronta questo meccanismo con la gamification: la pianta virtuale cresce ogni giorno senza fumo, creando un nuovo circuito di ricompensa sano che sostituisce gradualmente quello della
nicotina.